
CHEOPE, CHESTER E CALIPSO DE LA SCIAMANA
Francesca si svegliò al suono della campana che annunciava il nuovo giorno, amava svegliarsi così.....
Accoccolata nel letto ascoltò il suono cristallino riempire ogni angolo della stanza e il tutto era perfetto con la sinfonia del garrire delle rondini che sfreciavano fuori , nel cielo fatto solo di azzurro intenso illuminato dal sole nascente.
Francesca amava dormire con le finestre aperte quando tornava al suo paesello in montagna, il silenzio era un amico ritrovato, un bentornato a cui non rinunciava mai, sia in estate che in inverno.
Anche adesso con il suono delle sue campane ritrovava la strada di casa....
Senza fretta allungò lo sguardo verso i monti e ancora la bellezza del paesaggio la intenerì....
Le cime erano oro puro e il cielo era fatto di lame di luce che colpivano a casaccio il mondo...
Un mondo fiabesco che Francesca portava nel cuore da sempre.
Anche le campane erano parte di lei, vuoi perchè ci era nata alla loro ombra, bastava che alzasse gli occhi e eccole lì...
La sua casa era guardata a vista dalla torre campanaria, ogni campana aveva un suono e un nome proprio e lei lo sapeva bene.
Ricordava quando da bimba nella festa di Santa Agnese come le campane fossero solo per loro, ragazzine innocenti, ricordava ancora con quanta temerarietà andavano a frotte a tirare quelle corde e come salivano appese a queste e la paura di cadere ogni volta faceva la cosa più difficile.
Ricordava le sue uscite per funghi nel bosco, io suo tendere l'orecchio al suono delle campane per poi aspettare immobile la ripetizione dei rintocchi per sapere con esattezza l'ora, già, allora non c'era orologio o telefonino a distrarti dal vivere...
Francesca conosceva le campane, la Grossa e le sue compagne ma c'era una, un pò indisparte che nessuno voleva suonare, una campana triste e sola e se aveva un nome era dimenticato era solo la campana dei morti.
La campana che suona ancora per tutti quelli che sono nati al paese, non importa se hanno vissuto altrove, quando si muore suona e per le vie si spande una voce che da sempre si conosce " chi è morto?" " di chi è?"
Già, di chi è.... nei piccoli paesi i cognomi sono pochi e per distinguere le casate ci sono i sopranomi, a volte buffi e senza senso, solo per chi è nato lì capisce il perchè.
Poi c'è il canto delle feste...
Un turbinio di suoni che fanno capire cos'è la gioia, Francesca starebbe ore a sentire le campane in festa, un suono che si spande per la valle e in risposta arrivano di corsa altre campane, un concerto da ascoltare in silenzio lasciando cantare solo l'anima.
Anche adesso aspetta il richiamo per la prima messa, un chiamare pacato, sereno, un suono sicuro di chi sa che ci sarà l'ascolto e Francesca è serena, è a casa e questo basta.....




